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13-10-2018

Riformatore o mistificatore?

1. Papa Francesco dice a tutti un mare di buone parole, conquistando i cuori e creando un clima accogliente, disteso, segnato da buone emozioni, propositi e riflessioni. Tutti dicono che è molto aperto e positivo.

Alle donne il papa dice che sono uguali agli uomini, ma nello stesso tempo permette che il nuovo prefetto della congregazione per la dottrina della fede pubblichi un assoluto divieto di riflettere in che cosa dovrebbe consistere questa uguaglianza delle donne agli uomini nella chiesa. Vieta di riflettere e discutere sulle ordinazioni sacerdotali delle donne, senza un minimo di argomentazione teologicamente e razionalmente accettabile.

Alle vittime degli abusi sessuali il papa chiede perdono in maniera commovente, esprime molta compassione e offre tempo per ascoltarli, però il sistema ecclesiale che sopporta la pedofilia e gli altri abusi sessuali, del potere o della corruzione finanziaria non è mai  stato finora smosso neanche in parte.

Ai gay il papa dice che gli vuole bene, che si deve ascoltarli in famiglia, non ignorare e passare sotto silenzio, perché lui non vuole giudicare, ma nello stesso tempo ribadisce e solennizza il divieto di ordinare i gay a sacerdoti, perché difettosi psicologicamente. Permette che i lavoratori gay siano licenziati nelle istituzioni e scuole cattoliche, perchè soggetti pericolosi per i minorenni. Permette che i gay siano accusati del delitto ecclesiale della pedofilia.

2. Riguardo alle persone gay è particolarmente visibile la sua contraddizione. La loro situazione si potrebbe paragonare (come fa la chiesa nel suo insegnamento) a uno che è considerato malato psichico. Al malato psichico si raccomanda la cura in un ospedale psichiatrico. Ora nella chiesa con gli omosessuali passa qualcosa di analogo. Tutta la dottrina e prassi giuridica e pastorale della chiesa tratta la persona gay come un malato psichico da isolare, neutralizzare o curare. Il gay mostra però alla chiesa i certificati di esperti che la sua non è una malattia e che lui è perfettamente sano, socialmente abile. Dunque trattarlo come malato non solo è ingiusto e violento, ma sopratutto falso e effettivamente dannoso per la sua salute psichica.

Il papa Francesco non rimuove nulla di quel sistema, anzi aggrava la situazione sia vietando ai gay d’essere sacerdoti sia rifiutando solennemente e ripetutamente l’amore tra persone omosessuali e il matrimonio egualitario e tutto a causa del loro difetto psichico (dimostrato dalle “scienze cattoliche”). Al contempo, ripete senza sosta a quel “malato immaginario” che gli vuole bene, però tanto bene, un sacco di bene o per variare alla spagnola, un montón de bien, un sacco di bene a quel povero pupetto... Raccomanda di fare spazio affinché quel soggetto vulnerabile possa esprimersi nelle sue inquietudini. Dice che non bisogna passare sotto silenzio la sua difficile situazione personale. Mantiene tutto ciò che ha imposto il governo di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, ma lo mistifica, colora e nasconde.

Grazie a lui: tutto rimane come prima, irremovibile, ma ben mistificato...